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Piano cottura a induzione o a gas: pro, contro e cosa cambia nel progetto

1 ott
Tempo di lettura: 3 min

Piano cottura induzione o gas? Quando si progetta una cucina nuova è una delle prime domande. Non esiste una risposta valida per tutti. In questo articolo mettiamo a confronto pro e contro delle due soluzioni e ti spieghiamo cosa cambia nel progetto della cucina, così potrai scegliere con più consapevolezza.

Come funziona il piano a induzione

Il piano a induzione scalda direttamente il fondo della pentola grazie a un campo magnetico: la superficie in vetroceramica si scalda solo per il contatto con la pentola calda. Il calore si regola in modo immediato e preciso, quasi come con la fiamma, e quando togli la pentola la zona di cottura smette di scaldare.

I pro dell’induzione

Pulizia semplice: la superficie è piana e i residui non si bruciano facilmente, basta un panno.

Sicurezza: non c’è fiamma libera né gas in casa, e molti modelli hanno lo spegnimento automatico e il blocco comandi per i bambini.

Efficienza: il calore va quasi tutto nella pentola, quindi l’acqua bolle in fretta e si disperde meno calore in cucina.

Estetica: il piano si integra a filo nel top e si abbina bene alle cucine moderne e alle isole.

I contro dell’induzione

Servono pentole con fondo adatto all’induzione (ferromagnetico): se le tue non lo sono, andranno sostituite. Il piano assorbe molta potenza elettrica, per cui va verificato il contratto di fornitura e l’impianto; molti modelli permettono di limitare la potenza assorbita per adattarsi ai contratti domestici più comuni. Infine, il costo di acquisto è in genere più alto di un piano a gas di pari dimensioni. Un altro aspetto da considerare è la condensa: durante la cottura a induzione, il vapore può depositarsi sulla parte inferiore della cappa e, con il tempo, ricadere sul piano sotto forma di goccioline. Per evitarlo, si consiglia un modello anticondensa.

Il piano a gas: pro e contro

Il gas è la soluzione tradizionale e piace a chi ama cucinare con la fiamma, per esempio con il wok o con pentole di qualsiasi materiale. I fuochi funzionano anche se manca la corrente e il prezzo d’acquisto è di solito contenuto. Di contro, griglie e bruciatori richiedono più tempo per la pulizia, la fiamma disperde calore nell’ambiente e l’installazione deve rispettare le norme per gli apparecchi a gas, compresa l’aerazione della stanza.

Piano cottura induzione o gas: cosa cambia nel progetto

La scelta del piano cottura non riguarda solo il modo di cucinare: cambia anche il progetto. Con l’induzione servono una linea elettrica dedicata e un punto di alimentazione vicino al piano, mentre con il gas serve l’allacciamento alla rete o alla bombola, con i relativi requisiti di sicurezza. Un piano a induzione si posiziona facilmente su un’isola o su una penisola, perché non richiede tubazioni del gas. Anche la cappa va scelta di conseguenza: con l’induzione si producono comunque vapori e odori, quindi l’aspirazione resta importante, soprattutto nelle cucine aperte sul soggiorno.

Domande frequenti

Posso passare dal gas all’induzione senza cambiare cucina?

Spesso sì, se le misure del foro nel top sono compatibili e l’impianto elettrico è adeguato: lo verifichiamo con un sopralluogo.

Esistono soluzioni miste?

Sì, alcuni piani combinano zone a induzione e fuochi a gas, oppure si possono affiancare due moduli separati. È una scelta da valutare in base allo spazio e alle abitudini.

Per scegliere il piano cottura giusto per la tua casa, vieni a trovarci nello showroom Girardi Arredamenti di Zero Branco, tra Treviso e Venezia: ti aiutiamo a valutare pro e contro e a inserire la soluzione più adatta nel progetto della tua cucina su misura.

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